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Come riconoscere le Case editrici a pagamento


Le case editrici sono tutte uguali?

Ci si può fidare ciecamente di tutto ciò che si legge sui loro siti?

Queste sono le domande che, più delle altre, mi vengono poste dal pubblico.

Vediamo di sfatare qualche mito e dare alcune dritta a chi vuole capire qualcosa di più nella giungla di case editrici (ne ho contate ben 635) che esistono nel nostro paese.

Dritta n. 1

Un sito che sparla al vento, che afferma a caratteri cubitali che pubblica tutto il genere possibile e immaginabile senza chiedere un contributo mi sembra uno specchio per le allodole. Attenzione a questo tipo di messaggio.

Dritta n. 2

Chi chiede un numero di telefono fisso oltre al cellulare, spesso nasconde la bieca intensione di rompere l'anima all'autore per farlo pubblicare con loro e spremere così dei soldini in anticipo.

Dritta n. 3

Se la CE è senza contributo, vuole dire che è senza contributo. Quindi se una CE vi chiede la partecipazione alle spese di presentazione del lbro o alla fiera del libro o, addirittura, per associarsi al tale organizzazione culturale, sta chiedendo un contributo.

Dritta n. 4

La richiesta di acquisto di copie da parte della CE può nascondere un vero e business, perché vuore coprire tutte le spese affrontate e guadagnare sull'autore. Esempio: la stampa di un libro di 300 pagine, in formato standard, copertina a colori, cartonata semplice costa circa € 5. Le CE che chiedono pù del doppio vogliono semplicemente lucrare sul povero autore emergente disposto a tutto. Queste sono le cd CE "carogne", sperperano sull'ignoranza dell'autore e spesso non hanno neppure una sede.

Dritta n. 5

Una CE che accetta che risponde dopo pochissimi giorni dall'inoltro del manoscritto affermando che il vostro è il capolavoro del secolo e che siete stati scelti per la pubblicazione, sta barando. Per leggere un teso e valutarlo attentamente nella trama, nei personaggi, nella narratica, l'ambientazione, il tempo, lo stile, il linguaggio ecc ecc. si impiegano minimo 10 giorni. Per capire che state barando, chiedete loro quale parte del libro gli è più piaciuta.

Dritta n. 6

Alcune pseudo CE usano una tecnica particolare per far abboccare all'amo il povero e sprovveduto autore emergente. Usano la tecnica della email chiedendo i dati per stilare il contratto. Lasciano passare un po' di tempo e si fanno nuovamente sotto.

Dritta n. 7

Gli editori che vogliono truffare parlano spesso anche di incontri con l'autore presso la loro redazione, per "conoscersi meglio". È una tecnica utilizzata per tastare il situazione e verificare se è il caso di chiedere eventuali versamenti di denaro.

Dritta n. 8

Alcune CE cercano l'incontro con l'autore via internet o via skype e quando hanno compreso che possono "ammaliarlo" con adulazioni, mostrano loro corsi di formazione sulla scrittura a cifre anche abbastanza elevate.

Nessuna promessa di successo deve farvi pensare che il successo possa avvenire in fretta. In fondo, e questa è una sacrosanta verità, ogni CE dalla più grande alla più piccola, non sa che tipo di vendita può ottenere dalla pubblicazione di un libro. Solo il mercato può dirlo.

Un'altra cosa importante: i contratti di pubblicazione editoriale, anche se firmati da entrambe le parti, servono a molto poco se la CE disonesta lo disattende.

Qualora aveste dei dubbi, oppure siete proprio convinti che per pubblicare dovete pagare, sarebbe meglio farsi consigliare da chi conosce come le CE disoneste speculano sulle spalle degli autori.