Amor Fati "Amore per il proprio destino"

Ricordate una semplice verità e non dimenticatela mai: tutto ciò che deve accadere, accadrà, per quanto voi cerchiate di evitarlo; tutto ciò che non dovrebbe accadere, non accadrà, per quanto voi lo desideriate. Pertanto, in ogni situazione, rimanete calmi. (Buddha Sakyamuni)
Il filosofo Epitteto diceva: la sofferenza umana non deriva dagli eventi in sé, ma dal nostro tentativo di combattere ciò che non dipende da noi, quasi a voler pensare che esiste una trama (che si voglia chiamare destino, karma o ordine naturale), che segue il proprio corso. Allo stesso modo dovremmo tentare di comprendere il senso dell'inutilità della resistenza, perché lottare contro l'inevitabile consuma energia vitale senza cambiare il risultato, e perché desiderare l'impossibile è un po' la ricetta perfetta per l'infelicità permanente.
A livello psicologico, questo invito alla calma di Buddha non è un incoraggiamento alla passività o al fatalismo pigro, ma una strategia di gestione dello stress, laddove lo stato mentale deve essere creativo, lucido e resiliente, e l'energia deve essere conservata per agire dove e come è possibile.
La "calma" citata nel testo non è freddezza, ma Equanimità.
Rimanere calmi significa comprendere che la realtà ha tempi e logiche che spesso sfuggono alla nostra visione limitata. Se una porta non si apre nonostante i nostri sforzi, forse non è la nostra porta; se un evento accade nonostante le nostre paure, la calma è l'unico strumento che ci permette di affrontarlo con dignità e intelligenza.
Le parole del Buddha contengono una provocazione: ci tolgono l'illusione di essere i registi assoluti della realtà. Ci ricordano che siamo attori, non autori unici. Accettare questo limite non è una sconfitta, ma una liberazione dal peso di dover controllare l'incontrollabile.
Nel lavoro, spesso cadiamo nell'errore di pensare che il successo dipenda al 100% dal nostro sforzo. Questo crea ansia da prestazione e frustrazione quando le cose non vanno come previsto.
Puoi controllare, però, la qualità del tuo impegno, la puntualità, la gentilezza con i colleghi, la tua preparazione. Allo stesso tempo non puoi avere sotto controllo, per esempio, la decisione di un capo su una promozione, l'andamento del mercato, il carattere difficile di un cliente, o un licenziamento dovuto a tagli aziendali.
Quindi, se hai dato il massimo per un progetto e questo fallisce per cause esterne, la verità del testo ti protegge: "Tutto ciò che non dovrebbe accadere, non accadrà". Invece di torturarti cercando colpe che non hai, accetti l'evento. Questa accettazione ti permetterà di voltare pagina velocemente e investire le tue energie nel prossimo obiettivo, invece di restare "incastrato" nel risentimento.
La mindfulness è il "ponte" che ci permette di rimanere calmi quando la tempesta arriva. Senza un allenamento mentale, è quasi impossibile ricordarsi di "stare calmi" nel mezzo di una crisi.
Facciamo un esempio: immagina di ricevere un'e-mail aggressiva o ingiusta da un superiore proprio mentre sei già sotto stress.
Vediamo quale sarà la tua reazione istintiva (senza Mindfulness): Il cuore accelera, i muscoli si tendono. Rispondi immediatamente con rabbia, cercando di "evitare" l'ingiustizia (combattendo l'accaduto). Risultato: il conflitto peggiora.
Fermati, fa tre respiri profondi: questo crea un piccolo spazio tra lo stimolo (la mail che ti è arrivata) e la risposta. Ovviamente tu dici: "La mail è arrivata, è un dato di fatto. Non posso cambiare il fatto che sia stata scritta".
Va bene. Appurato che la mail è arrivata, ora che sei calmo, decidi come rispondere in modo professionale, o magari decidi di parlarne a voce l'indomani.
Un esercizio veloce: "STOP"
Puoi usare questa tecnica di mindfulness ogni volta che senti di perdere la calma:
S (Stop): Fermati fisicamente.
T (Take a breath): Fai un respiro profondo.
O (Observe): Osserva cosa accade dentro di te (pensieri, emozioni, sensazioni fisiche).
P (Proceed): Procedi, agendo in base a ciò che è davvero utile, non in base all'ansia.