I simboli della Grande Madre

21.12.2018

Esistono un numero importante di simboli associati alla Dea Madre, alla femminilità ed altri aspetti ad essa legati. 

Alcuni di questi sono: il triangolo con la punta verso il basso e il trattino, che sono il simbolo alchemico della Terra, il serpente che rappresenta le energie telluriche, l'uovo, la pietra nera, la Madonna Nera, la Sheela-Na-Gig. 

A questi aggiungiamo la caverna, simbolicamente identificata con un glifo a forma di ferro di cavallo, l'acqua, simboleggiata da una linea a zig-zag oppure ondulata, o ancora da un triangolo equilatero con la punta rivolta verso il basso. Abbiamo ancora la spirale, che può indicare il vortice delle acque in movimento o quello, più simbolico, delle energie telluriche nei punti nodali, e tutti i simboli derivati, come la doppia spirale, il Triskelion celtico e il Labirinto. C'è la coppella, piccola cavità arrotondata che troviamo nei più antichi petroglifi e che non è altro che l'ennesima metafora per indicare l'utero ed il ventre. Successive modificazioni di questo simbolismo sono diventate la Coppa, il Calice, il Vaso, il Piatto (che hanno successivamente portato all'allegoria del Graal).
Il Pentagramma, derivando la sua forma dal tracciato che il pianeta Venere forma sullo Zodiaco, incarna l'aspetto del Femminino Sacro, ed in relazione a Venere sono anche il suo simbolo astrologico, che in Alchimia denota anche il metallo Rame ed è oggi conosciuto come simbolo universale della donna, e la colomba, l'animale sacro alla dea.
Tra gli altri animali sacri alle varie dee-madri troviamo il leone sacro a Cibele,  la civetta sacra a Minerva, il gufo, il barbagianni, la strige e l'orso.

 Nel mondo animale sono anche da annoverare tutti quegli animali che hanno a che fare con l'acqua, come la rana, l'anguilla (che ricorda il serpente di terra), gli uccelli acquatici (l'anatra, il cigno, la gru, l'oca). Inoltre, abbiamo il ragno al centro della sua tela spiraliforme, l'ariete, per le sue corna a forma di spirale, la chiocciola, per il guscio della stessa forma, la gallina (nel suo aspetto materno di chioccia, custode dei pulcini), la gatta, la leonessa, la pantera, e ancora la mucca, per il latte, ma anche il toro e il bisonte (figure legate, come il serpente, alle energie della terra, e che richiamano la falce lunare nella forma delle corna).


L'Ankh, attributo della dea Iside, non è altro che una variante grafica del simbolo del rame, ed anche altri attributi come la falce lunare e lo strumento musicale chiamato sistro, fanno parte del mazzo. La losanga, o il rombo, e la Vesica Piscis, richiamando la forma della vulva, sono anch'essi simboli della Dea, e per estensione lo sono anche i simboli derivati, come la Triquetra.
La mandorla, per la stessa forma, la noce (per la somiglianza con l'uovo) sono altri simboli riferiti alla dea nel mondo vegetale, a cui va aggiunta anche la mela (che non a caso ricorre in tanti miti e persino nella Bibbia, come fonte del peccato di Adamo ed Eva, istigato da un serpente): questo frutto, tagliato longitudinalmente, presenta infatti la figura del Pentagramma nella quintupla divisione del torsolo che cela i semi. La connessione con il numero 5 aggiunge al già nutrito gruppo anche la rosa (oggi attributo di Maria, cui è dedicato il mese di Maggio, ma un tempo attributo della dea, ricordando che il nome del mese deriva da quello di Maia, un'altra incarnazione della dea), specialmente quella pentafogliata che compare negli stemmi araldici (come la famosa rosa rossa dei Lancaster e quella bianca dei York).
Nel mondo vegetale abbiamo ancora l'albero in generale, e specialmente quelli con delle fenditure oblunghe lungo il tronco, che venivano ritenuti sedi della dea, ed alcuni alberi particolari come l'olmo e la quercia; tra i fiori, l'orchidea e la ninfea (come pianta acquatica). Tra i frutti abbiamo la melagrana e tutti i semi in generale; tra gli ortaggi la cipolla, che nella sua stratificazione ricorda le fasi lunari ed era sacra alla dea Iside.
Ma l'elenco è certamente incompleto; ce ne sono tanti e tanti altri, a riprova del fatto che questo concetto è antico quanto il mondo, e possiamo tranquillamente affermare che praticamente ogni simbolo esistente presenta un richiamo più o meno velato ai culti della dea e della fertilità.