In parole molto semplici vi parlo di libri in libertà

26.04.2018

E' il bookcrossing, o come lo chiamo io, il "libro vagabondo". Una qualsiasi persona prende il libro che ha in casa, che ha letto e che vuole condividere con gli altri e lo rende disponibile a chi voglia leggerlo. Questa pratica, completamente gratuita, è nata in America nel 2001 e negli ultimi anni si è andata diffondendo anche in Italia.  Su una panchina del parco, in una sala d'attesa, sulla sedia di una metropolitana, ovunque la nostra immaginazione possa o voglia arrivare, si possono lasciare i libri vagabondi. 

Come funziona nella pratica? Il libro che si sceglie di "donare" viene registrato su un apposito sito www.bookcrossing-italy.com/. che assegna al volume un codice di identificazione, il Bcid, che deve essere trascritto sulla copertina.  La persona che si imbatterà nel libro "lasciato in libertà" potrà registrarne il ritrovamento, pubblicare un commento, e seguirne il percorso. Dopo averlo letto si comporterà allo stesso modo del possessore che lo ha preceduto. Registrarlo nuovamente e lasciarlo ovunque piaccia.

Adoro questo tipo di condivisione, se non altro per il tipo di beneficio che se ne può trarre che è proprio quello di poter assimilare un sapere senza dover spendere nulla. Non solo. Rispetto ad un servizio offerto da una biblioteca, questo servizio è molto accattivante e dinamico. 

Si riesce, con questa condivisione, a creare una rete di comunicazione incredibile, e si possono scambiare sensazioni ed opinioni. 

Un libro vagabondo è un bene personale che diviene in tal modo un bene collettivo, messo a disposizione di tutti.