ABRACADABRA

17.02.2026

"Abracadabra: Il potere curativo delle parole tra mito, tradizioni e neuroscienze" è un'opera multidisciplinare scritta da Cristina Muntoni (avvocata ed esperta in comunicazione e antropologia) e Alberto Priori (neurologo), pubblicata da Milano University Press nel 2022 

Il volume esplora la parola non solo come strumento di comunicazione, ma come un vero e proprio "agente neuromodulante" capace di influenzare profondamente la salute fisica e mentale. 

Il libro si articola in sette capitoli che intrecciano sapientemente il sapere umanistico con le evidenze scientifiche:

1. Radici Storiche e Mitologiche

L'opera ripercorre l'uso della parola nei rituali antichi, dagli oracoli di Delfi ai testi sacri come il Ṛgveda, evidenziando come l'umanità abbia sempre attribuito alla parola un potere creativo e terapeutico. 

2. Neuroscienze e Linguaggio 

Viene analizzato il substrato biologico della parola. Grazie a tecniche come la risonanza magnetica funzionale (fMRI), gli autori spiegano come le parole attivino circuiti cerebrali specifici, influenzando la neuroplasticità e le risposte emotive

3Spiritualità e Mantraterapia: Un ampio spazio è dedicato alla neurobiologia della preghiera e dei mantra (come l'OM), analizzando come la ripetizione ritmica possa ridurre lo stress e migliorare l'umore

4. Il Suono e la Vibrazione: La parola viene esaminata anche nella sua dimensione fisica. Il canto corale, le ninnenanne e i canti sciamanici agiscono sull'organismo non solo per il loro significato, ma attraverso vibrazioni sonore che inducono effetti fisiologici

5. La Scrittura come Cura: Viene approfondito il valore della scrittura manuale e della calligrafia come strumenti di catarsi e riflessione, capaci di "decelerare" il ritmo frenetico della vita moderna e favorire il benessere psicologico

Analisi Critica

La forza di "Abracadabra" risiede nella sua natura traslazionale

La Parola come Farmaco: Il testo sostiene che la parola possieda indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali, proprio come un trattamento farmacologico. Può curare, ma può anche "uccidere" metaforicamente attraverso la violenza psicologica o la diffamazione.

In un'epoca di "banalizzazione e inflazione del linguaggio" dovuta all'iperconnessione digitale, questo documento rappresenta un invito necessario a recuperare la consapevolezza delle parole. Come ricordato citando Aristotele, l'essere umano non è solo l'animale che ha la parola, ma colui che ha il compito di averne cura.

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