Siede nel palmo, fredda e silente,
coppa scavata nel tempo e nel vento,
custode di sette metalli antichi
che attendono solo un richiamo lento.
Il legno accarezza l'orlo del mondo,
disegna un cerchio che non ha fine,
e nasce un sussurro, un ronzio profondo
che abbatte del cuore ogni confine.
Non è solo suono, è un'onda viva,
un rintocco che trema
dentro le ossa,
mentre la mente, stanca e schiva,
si lascia cullare
da quella scossa.
Canta la terra, risponde il cielo,
l'aria si increspa come acqua
pura,
e cade dal petto l'antico velo:
resta il silenzio, resta la
cura.